01 ago 2014

Sì, sì, è bello... ma balla?

Un titolo controverso per un argomento altrettanto controverso.
Sarà il caldo dell'estate o il troppo sole che ho preso recentemente che mi fanno venire voglia di scrivere (cose del genere, poi). O forse è solo perché mi andava di esternare un pensiero.

Ho già "pubblicizzato" su questi canali il mio primo lavoro su un fumetto, dal titolo "Giorni". Una "frame-novel" come piace chiamarla a me e alla disegnatrice Roberta Gentili, perché sostanzialmente di parole ce ne sono poche e le immagini sono catturate come fossero tanti frame di un film muto. Un tipo di narrazione particolare ma che è piaciuto a un bel po' di gente.

Ad esempio, primo fra tutti, ci fu il caro e grandissimo Giuseppe Genna, che si manifestò entusiasta, molto, di questa narrazione e delle tavole in generale. Riporto screenshot (si può fare? Oh, non ve la prendete a male, non sono segreti di Stato).




(Già è passato un anno? Questo è per farvi capire con quanta dedizione ci stiamo lavorando io e Roberta e da quanto tempo).
Poi poco dopo arrivò la segnalazione di Dario Tonani, altro scrittorone, maestro dello sci-fi e cyberpunk italiano. E di lui già vi avevo parlato sull'articolo: VOGLIO FARE OUTING!  Che praticamente ne parlò benissimo. Quando un autore del genere dice che l'avrebbe voluto scrivere lui... non aggiungo altro.
E continuiamo poi con la segnalazione di Max Brighel (storico redattore-e-non-solo della Panini) che sebbene non fosse proprio entusiasta dello stile e di altre cosette alla fine ha saputo apprezzare la storia e ha voluto segnalarmelo sulla sua bacheca.




Per non parlare delle condivisioni di Domenico Guastafierro, noto youtuber di fumetti e tanto altro, sul suo gruppo e fan page che hanno fatto letteralmente "impazzire" (addirittura?) un bel po' di persone. 





E recentemente sono arrivate altre sorprese bellissime. Come ad esempio questa recensione di Nunzio, che ringrazio vivamente, sulla sua pagina, che trovate esattamente QUI SUL CINEMATTO, che praticamente mi stavo per commuovere. E questa recensione è stata mi piacciata ache da Roberto Recchioni, proprio lui, che dopo in privato mi ha detto...



E diciamo che qui mi fermo.
Ho avuto altri pareri positivi da molte altre persone (tra cui ringrazio anche Maurizio Ceccato, che seppur non ha rivolto il suo interesse propriamente in "Giorni", la mia piccola opera mi ha permesso di farmi notare da lui e gettare i semi di una possibile futura prolifica collaborazione. E parliamo di  Ceccato, eh, quello di WATT, Scanner e Scripta Manent...) e anche qualche piccolo editore che però... non poteva pubblicarmelo. Ecco il punto.

Volevo parlare di quanto una opera possa piacere, anche ai piani grossi, ma poi non possa venire considerata "pubblicabile". Per quale motivo? Sostanzialmente perché è troppo "indie", troppo "naif", "underground", "non in linea con la collana o con la direzione editoriale" ...
Ma allora, se una cosa piace, ed è bella (dicono), perché non balla? Ricalcando un vecchio detto.
Possibile che gli editori non abbiamo una specie di "critico d'arte", ma solo addetti al marketing che calcolano solo la sua commercialità?

Quindi un fumetto per essere pubblicato deve essere assolutamente e principalmente commerciale? Tutto il resto che fine fa? Non che poi la qualità del mio fumetto sia così elevata, eh, ha molti difetti, ma è stato detto da grandi del fumetto e della letteratura italiana (senza puntare nessuna pistola) che gli è piaciuto, che è bello... e quindi che vuol dire? Capisco che un editore deve sostenersi economicamente e puntare su ciò che vende... ma lo fa anche a discapito della sperimentazione e della novità, della qualità?

Mi sento un po' come un bambino che sta giocando a pallone con la sua squadra e passano Totti, Del Piero e Baggio e gli dicono: "Oh, ma lo sai che hai fatto proprio una bella partita oggi? Giochi bene, bravo!". Uno non si aspetta di andare a giocare in Nazionale il giorno dopo, ma se QUELLI ti hanno detto una cosa del genere qualcosa vorrà pur dire, no? Uno ci spera. Se te lo dice chi è del mestiere significa che stai andando nel verso giusto, ma poi altre facce di quello stesso mestiere ti dicono, con la voce della Maionchi, "Per me è no!".

Non lo so. Non mi abbatto, per nulla al mondo. Ho in mente anche di tradurlo intanto in inglese e proporlo agli anglofoni, oppure di autoprodurlo qui in Italia.. Non lo so. Questo non vuole essere una critica o uno sfogo contro l'editoria italiana, o almeno non proprio. Anzi, principalmente vuole essere un ringraziamento per chi con anche solo con un "Mi piace" mi ha sostenuto, perché in certi casi è stato più importante di un "Sì, ti pubblichiamo". Ma allora, cosa conta di più davvero?

Forse prima o poi lo scoprirò e scopriremo il destino del fumetto... sarà solo questione di GIORNI.

Ah, trovate ricche anteprime QUI: www.Giorni-FrameNovel.tumblr.com
E su Facebook  QUI: www.facebook.com/GIORNI.GN
MI PIACCIATELO!



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