05 ott 2014

GIORNI: il fumetto che si auto(ri)produce

Non si parla di sesso, di osmosi o biologia o di fumetti da Guinness dei primati.
Si parla del mio fumetto, quello che era stato disegnato da Roberta Gentili ( e che è bello ma non balla), intitolato Giorni.
Abbiamo deciso, io e la disegnatrice, di autoprodurci: finalmente usciranno in una tiratura limitatissima di 50 copie i volumetti di Giorni. Caratteristiche tecniche:

- 84 pagine + copertina
- Interno b/n, carta Oikos da 80 gr. (pregiata e un po' ruvida, che fa molto oggettino di culto)
- Copertina rigida b/n, cartoncino Freelife 260 gr., resistente e liscio
- Stampa ottima nella tipografia Eurosia ( a detta di molti la migliore di Roma)

Il tutto, praticamente costa soltanto 7 euro! (Possiamo anche spedirvelo per solo 1 euro in più).
Per un fumetto con così tante pagine e una carta così pregiata, per non parlare della storia (eh eh), non è proprio nulla.
Come fate per prenotarlo? Commentate qui sotto oppure mandate una mail a lollo1992@tiscali.it e vi spiegherò tutto per il pagamento e per la spedizione.
Su internet trovate anche l'anteprima di 30 pagine se non sapete di cosa parla.


Ah, dato che in Italia la parola "autoproduzione" è spesso poco conosciuta e guardata molto male (e sicuramente avrete detto "Ommioddiocosasignificheràmaiquestaparola?") vi spiego in breve di cosa si tratta. Non vi allarmante. Significa solo che degli autori decidono di stampare autonomamente la propria opera, curando da soli impaginazione e stampa e costo della stampa, in una tipografia e poi di venderlo, cercando di sponsorizzarlo attraverso un sito internet, le varie fiere del fumetto italiane o straniere, piazzandolo in qualche libreria amica o semplicemente vendendolo ad amici, conoscenti, parenti.
La scopo principale è quello di far conoscere lo stesso, per quel poco che si può, la propria opera che magari non ha trovato altri sbocchi più "ufficiali", ma che spesso comportano tantissime limitazioni sulle scelte che si vorrebbero prendere per la propria creazione, per vari motivi che possono riguardare la commercialità o l'apparato grafico o le linee editoriali.
Insomma, l'autoproduzione differisce un po' dal selfpublishing che è tanto diffuso tra i libri. L'autoproduzione è una realtà fortemente consolidata all'estero e che anche in Italia sta prendendo piede. Tantissimi autori ormai partiti così, con piccole etichette indipendenti, hanno avuto l'occasione di farsi notare e conoscere, perché spesso magari bastano anche quelle 50 copie vendute per poter fare la differenza. Non è un rimedio, è una scelta.

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